giovedì 14 novembre 2013

USA invasione di droni, nuovi corsi di volo e un'infinità di applicazioni in ambito civile


Il capo della Federal Aviation Administration statunitense (FAA), su un articolo apparso sul Washington Post nei giorni scorsi, ha predetto che lo spazio aereo degli Stati Uniti potrebbe essere affollato da migliaia di droni commerciali entro i prossimi cinque anni e per questo ha svelato un progetto normativo che cerca di proteggere la privacy degli americani.

Michael Huerta ha detto inoltre che la FAA avrebbe istituito sei siti in tutto il paese per testare operatori e droni, ma ha avvertito che ci potrebbero essere ritardi per coloro che cercano di ottenere i certificati per operare velivoli senza pilota una volta le linee guida di legge siano messe a punto. Ha detto anche che garantire la sicurezza nei cieli sempre più congestionati è una priorità della sua agenzia.




Questo annuncio della FAA è l'ultimo passo nella marcia verso la transizione dei droni dall'uso militare nella guerra al terrorismo, che li ha resi famosi, alle applicazioni civili di svariata natura.





L'Associazione Unmanned Vehicle Systems, il gruppo commerciale leader per gli operatori di droni del settore privato del paese, ha stimato quest'anno che l'industria del drone commerciale creerà più di 100.000 posti di lavoro e genererà più di 82 miliardi dollari di impatto economico nel corso dei prossimi 10 anni, se il governo si muove rapidamente per stabilire norme operative praticabili e tutele.






mercoledì 13 novembre 2013

Solar Impulse fa intravedere un futuro fatto di corsi di volo totalmente green.



Il viaggio intorno al mondo di Solar Impulse inizierà e terminerà in India. Secondo le ultime dichiarazioni del responsabile per la comunicazione Gregory Blatt, l’aereo a energia solare partirà da Varanasi per concludere infine il suo itinerario a New Delhi. Il via è previsto per marzo 2015, mentre la data di arrivo è stimata intorno a fine estate dello stesso anno.

I preparativi per il giro del mondo di Solar Impulse continuano e il suo equipaggio sta mettendo a punto gli ultimi dettagli per quanto riguarda le possibili tappe. Alcuni stop saranno effettuati in Europa, area del Golfo e Cina, da confermare sulla base di eventuali necessità tecniche e di manutenzione.







L’attenzione maggiore è tuttavia concentrata sull’attraversamento degli oceani, in particolare per quanto riguarda il Pacifico. Solar Impulse dovrà volare senza interruzioni per circa 4-5 giorni, una durata impegnativa soprattutto per i due piloti. Al momento entrambi gli ideatori del progetto Bertrand Piccard e Andre Borschberg stanno lavorando per mettere a punto una strategia ottimale per affrontare questa difficoltà.



Come ricordiamo, Solar Impulse è alimentato senza alcun ricorso a fonti fossili. A permetterne il volo sono soltanto i pannelli fotovoltaici montati sulle sue ali e la batteria al litio montata all’interno della struttura centrale, che immagazzinando energia durante il giorno consente poi il volo notturno.







La traversata mondiale rappresenterà un nuovo importante passo in avanti per Solar Impulse e ciò che rappresenta, sostiene Blatt. Dopo aver mostrato la possibilità di voli “coast to coast” negli USA e aver volato dall’Africa all’Europa, l’aereo svizzero punta a mostrare la validità di un simile progetto in relazione alla possibile applicazione nella vita quotidiana

martedì 12 novembre 2013

Corsi di volo per turisti spaziali, presto saranno realtà, al via "Up in the Space"


Il progetto "Up in the Space" renderà più accessibili i voli spaziali. Il suo lancio è avvenuto nella zona ecologica "Un altro pianeta" nei pressi di Mosca. La realizzazione del concept, ne sono convinti i suoi autori, permetterà a chiunque la possibilità di sentirsi cosmonauta.


Divulgazione del turismo spaziale privato, e anche lo sviluppo della scienza spaziale: questi sono i piani che intendono realizzare prossimamente i partecipanti al progetto Up in the Space. Il progetto prevede voli commerciali negli strati alti dell'atmosfera, viaggi orbitali e suborbitali, visite sulla Luna e perfino verso altri pianeti. Il suo creatore Alexej Ananjin, in un'intervista concessa a La Voce della Russia rileva:

Il nostro scopo principale è rendere accessibile lo spazio. Inoltre è importante che i turisti spaziali non solo volino, ma anche che svolgano ricerche. Noi ipotizziamo un'impennata del mercato perché gli americani hanno da poco costruito un'interessante navicella spaziale che può trasportare un gran numero di turisti. Noi speriamo tanto che anche la Russia sviluppi e sostenga questo settore.

Gli autori del progetto "Up in the Space" rassicurano, non si tratta di un divertimento per ricchi. Oltre 150 progetti scientifici sono stati pianificati per la realizzazione negli anni 2014-2016, una notevole parte dei quali è volta al collaudo di tecnologie innovative, sistemi di previsione e prevenzione dei disastri, l'aumento del livello di protezione del pianeta e degli oggetti spaziali abitati, come spiega Alexej Ananjin:

Stiamo portando avanti delle ricerche scientifiche private che certamente, non hanno la stessa portata di quelle statali. Il nostro obiettivo principale è attirare i cervelli verso le questioni legate all'osservazione dell'ecologia e, in più, – la minaccia aerospaziale, laddove c'è molto da fare. Il recente caso di Chelyabinsk dimostra che in questo campo si può e si deve lavorare.

tI cosmonauti russi hanno preso parte al lancio del progetto Up in the Space. E' stata formata anche la prima squadra privata di cosmonauti composta di volontari desiderosi di recarsi l'anno prossimo verso le stelle. Il principale mezzo di trasporto oggi sono le navicelle spaziali russe "Soyuz", ma sono in corso i lavori per la progettazione di navicelle di nuova generazione. In quest'ottica hanno buone prospettive di successo le astronavi che effettuano un "salto in alto" fino a 100 chilometri e poi ornano sulla Terra. Questo tipo di volo non è tanto logorante per i comuni mortali e nello stesso tempo dona ai passeggeri il brivido di trovarsi in assenza di gravità.

Sognando le "stelle per le masse", gli elaboratori di "Up in the Space" non dimenticano anche i problemi terrestri: le società che fanno parte del gruppo di progettisti stanno preparando il progetto di elicottero taxi Mantra Teleport. Ciò permetterà alla gente di muoversi in modo più confortevole sulla Terra e anche di risolvere parzialmente il problema degli ingorghi stradali.





lunedì 11 novembre 2013

Dal sud Africa al regno unito con un biplano


In un’epoca in cui non esistevano corsi di volo e l’aviazione era riservata ad un ristretto numero di pionieri, una donna coraggiosa è riuscita in un’impresa mai tentata prima. Oggi un’altra donna vuole ripercorrere lo stesso volo entrato nella storia.

Lady Heath , è stata , nei ruggenti anni Venti , la prima donna in Gran Bretagna ad ottenere una licenza di pilota commerciale , la prima donna a paracadutarsi da un aereo e il primo pilota , in assoluto, a volare con un aereo leggero dal Sud Africa al Regno Unito .


Questo fine settimana , un'altra donna pilota è decollata da Città del Capo per ricreare lo straordinario viaggio di Lady Heath del 1928 .

L’aereo di Curtis Taylor è un po' più grande e più stabile di quello di Lady Heath ma lo spirito e la voglia di avventura che legano le due donne sono gli stessi.


Curtis Taylor è nata in Inghilterra , ha trascorso la sua prima infanzia in Canada, prima di trasferirsi in Nuova Zelanda poco più che ventenne . E 'stato qui che ha iniziato a volare , ottenendo una licenza di pilota privato e poi di una licenza commerciale diventando alla fine istruttrice di volo .
Ms - Curtis Taylor è decollata da Cape Town il suo aereo soprannominato Spirito di Artemide , ha una velocità massima di 95 mph , una tangenza massima di 10.000 piedi , e può volare per soli 450 miglia alla volta. Mentre un jet moderno coprirebbe lo stesso tragitto in poco più di 12 ore, la Taylor impiegherà tre settimane e 32 scali per coprire la distanza.




Il suo percorso seguirà quello di Lady Heath , passando anche per un certo numero di paesi colpiti da disordini politici , dallo Zimbabwe alla Zambia e Tanzania, attraverso il Kenya , l'Uganda e il Sudan in Egitto , Libia e Tunisia, prima di fare rotta per la Sicilia e arrivare infine nel Regno Unito.

Il volo coprirà complessivamente 7000 miglia.




A differenza della Heath che compì il volo usando pagine strappate da un atlante, come carte di navigazione, l’aereo di Curtis Taylor è equipaggiato con un moderno GPS

domenica 10 novembre 2013

Dopo i corsi di volo Jetman ha realizzato l’ancestrale sogno dell’uomo di volare come un uccello.

L'avventuriero svizzero Yves Rossy, noto come 'Jetman', ha completato un volo in prossimità del monte Fuji in Giappone, fasciato nella sua speciale tuta in carbonio e kevlar fornita di 4 motori, portando a termine in questo modo il suo primo volo in Asia. 

Il volo è stato organizzato in occasione della designazione del Monte Fuji come sito naturale del patrimonio mondiale. 
Rossy è in grado di volare a una velocità di più di 300 chilometri all'ora grazie alla sua tuta jet, a un massimo di 3600 metri di quota e percorrendo fino a 15 chilometri di distanza. 




Dal 2004 l'atleta 54enne appassionato di sport estremi si è lanciato in volo sopra la Manica , le Alpi svizzere e il Grand Canyon, sempre a solo con la sua tuta alare. Il messaggio che l'atleta vuole portare nel mondo consiste nell'inseguire sempre i propri sogni, anche quando sembrano impossibili.

venerdì 8 novembre 2013

L'Aeroclub di Verona vola in Tanzania!

Decolla oggi dall'aeroporto di Boscomantico l'avventura che condurrà pilota e istruttore dell'Aeroclub di Verona alla Tanzania!



A pochi mesi dal conseguimento della licenza di pilota privato la decisione di intraprendere questo volo memorabile attraverso il continente Africano.


 
Ma lassù non saranno soli perché con loro ci sarà tutto l'entusiasmo ed il sostegno di tutti noi che come loro amiamo questo sport meraviglioso.
Grazie alla moderna tecnologia sarà inoltre possibile seguirli in tempo reale su google Earth.
 
 
 


martedì 5 novembre 2013

I corsi di volo si faranno sul quad grazie ad una rivoluzionaria invenzione


Si chiama SkyRunner, ha la forma di un quad e vola grazie a un paracadute stile parapendio. E' spinto in cielo da una grande elica nella parte posteriore della struttura, alimentata da un motore Ford 1.0 EcoBoost da 125 Cv. In strada tocca i 185km/h, decolla ai 60 km/h e in aria può salire fino a 4.500 con un'autonomia in volo è pari a 370 km

Dal fuoristrada al cielo, è questo che propone la Parajet International di Semley. nella contea britannica del Dorset, presentando lo SkyRunner, il primo fuoristrada capace di affrontare indifferentemente il cielo e i terreni più accidentati.

Per staccarsi da terra il rivoluzionario veicolo volante, a differenza di altri usano che delle ali pieghevoli, impiega un paracadute ad ala come quello usato nel parapendio o, meglio, nei paracarrello, cioè i velivoli dotati di ruote per le fasi di decollo e di atterraggio.

Lo SkyRunner è spinto in cielo da una grande elica collocata nella parte posteriore della struttura, alimentata da un motore Ford 1.0 EcoBoost da 125 Cv. La struttura, molto leggera, ricalca quella dei quad sportivi e dispone di un abitacolo per due persone e di sospensioni con grande escursione per consentire passaggi in fuoristrada anche molto impegnativi.

Secondo l'azienda produttrice il motore turbo a iniezione diretta di benzina può spingere lo SkyRunner fino a 185 km/h su strada, con la possibilità di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 4,3 secondi. Il decollo, abbastanza rapido, avviene a circa 60 km/h ed una volta in aria il veicolo può raggiungere gli 88 km/h e salire fino a 4.500 metri. L’autonomia in volo è pari a 370 km.

Se poi si vuoe tornare con le ruote sulla terra ferma il passaggio dalla configurazione velivolo a quella stradale bastano 3 minuti, il tempo staccare dal telaio del veicolo le imbragature della grande ala.

Secondo il costruttore il ricorso alla soluzione del parapendio assicura un’elevata sicurezza allo SkyRunner, in quanto permette di proseguire il volo fino all’atterraggio anche in assenza di propulsione ad elica. Se si vuole accrescere ulteriormente il livello di protezione, è inoltre possibile aggiungere un paracadute ad espulsione balistica.

Verrà messo in commercio al prezzo di 119mila dollari (88.200 euro). Secondo il costruttore lo SkyRunner è ideale per la sorveglianza di grandi tenute agricole, per interventi su oleodotti, per squadre di soccorso, per il controllo dei confini, per le forze armate e per il settore delle produzione cinematografiche e tv, oltre che per gli appassionati del volo con ultraleggeri.